The Way of 1000 and 1 Comet

Quartetto d’archi di Torino

con videoanimazioni originali

The Way of 1000 and 1 Comet

Quartetto d’archi di Torino
con videoanimazioni originali
dei quadri di Pinot Gallizio
Teatro Sociale di Gualtieri
venerdì 9 settembre 2022, ore 21.00
sabato 10 settembre 2022, ore 18.00

Via di mille e una cometa (The Way of 1000 and 1 Comet – AKA Wine Trances) è un progetto musicale dedicato al pittore langarolo Pinot Gallizio, uno dei protagonisti della ricerca europea tra gli anni Cinquanta e Sessanta. Figura eccentrica, personaggio visionario, sperimentatore utopista, Pinot approda alla pittura solo in tarda età grazie ad una profonda conoscenza della materia data dalla laurea in farmacia. Il suo percorso artistico e la frequentazione degli ambienti torinesi lo portano ad una attività vivace e prolifica e a collaborare con i principali esponenti delle correnti artistiche d’avanguardia. Nel 1964 la Biennale di Venezia gli dedica una sala personale ma Pinot non potrà partecipare a causa della morte improvvisa. 

Via di mille e una cometa nasce nel 2003 dall’incontro fra il Maestro Bosso e Giorgio, il figlio di Pinot, che partecipa all’ideazione del progetto, prima di andarsene prematuramente nel novembre dello stesso anno. Il progetto unisce brani del Quartetto n. 3 (L’ultimo nero, Il Cielo visto dalla luna, Via di mille e una cometa, La Gibigianna, Gagarin dans le ciel des vikings) e del Quintetto n. 2 (Sono nato bambino mi sono trovato bene e lo sono rimasto, Le notti). Ogni brano porta il nome di un titolo di un’opera di Pinot Gallizio.

Via di mille e una cometa debutta nella sua forma completa il 16 novembre 2004 al Piccolo Regio Puccini di Torino, luogo di sperimentazione della Fondazione Teatro Regio, come concerto “per quartetto d’archi, quadri di Pinot Gallizio, contrabbasso, animazioni, live electronics e voce recitante”. La musica del Maestro Bosso si intreccia alle opere di Pinot Gallizio (animate da Pierpaolo Ferraino), ai live electronics elaborati da Alessandro Saviozzi e Nicola Zonca di Studio Arkì e alle letture di Gianfranco Varetto, del Manifesto della pittura industriale (per un’arte unitaria) del 1969 di Pinot Gallizio. La regia di quest’opera multiforme naturalmente è del Maestro Bosso.

In occasione del debutto all’esecuzione di Via di mille e una cometa si affianca anche una installazione multisensoriale con suoni, profumi e sapori di cioccolatini preparati secondo le ricette alchemiche di Pinot Gallizio da Federico Molinari del Laboratorio di resistenza dolciaria di Alba.

In occasione della seconda edizione del Buxus Consort Festival sarà possibile riascoltare dal vivo, per la prima volta dopo tanti anni, tutti brani dal repertorio Via di mille e una cometa, accompagnati dalle video animazioni originali dei quadri di Pinot Gallizio, realizzate appositamente per il debutto al Piccolo Regio Puccini di Torino nel novembre del 2004.

Ezio Bosso racconta Via di mille e una cometa

Pinot, barba Pinot si diceva ad Alba. «L’ha detto Pinot» aveva un doppio significato, mi ha spiegato un giorno il figlio Giorgio detto Giors Melanotte: poteva essere l’assoluta verità per alcuni come la sicura fandonia per altri. Questo spettacolo vuole ricordare affettuosamente due persone, diversissime tra loro ma entrambe a me care, un padre (un vero e proprio mito langarolo) e un figlio (che ho avuto la fortuna di conoscere), di cui proprio in questi giorni ricorrono rispettivamente quaranta e un anno dalla scomparsa.

Da un lato Pinot, il Personaggio, farmacista, alchimista, archeologo, re degli zingari, ignorante (come metteva sul suo biglietto da visita), utopista e pittore.

Dall’altro il figlio Giorgio, l’Orso, chiuso in una poetica sulla libertà che, ereditata dal padre, non vedeva realizzarsi. Ho passato molto tempo negli ultimi anni con Giorgio, vivendo con lui per mesi, arrivando fino a chiamarlo zio (per sua precisa volontà: «chiamami zio Marsun», continuava a ripetermi). Una volta, parlando di suo padre, gli dissi che avevo come l’impressione che la sua opera fosse stata schiacciata dal personaggio che era e quando gli esposi la mia teoria sull’“assoluto del tempo di fruizione” mi rispose che Pinot parlava proprio del tempo di fruizione di un quadro sostenendo che la Caverna dell’Antimateria era proprio questo; d’altronde, l’abbandono stesso del situazionismo era connesso all’esigenza di un “tempo di narrazione di un quadro”.

Fu Giorgio a farsi promettere che avremmo realizzato un progetto sul padre, un concerto dove quadri si sarebbero animati e colorati per i musicisti e gli spettatori. E così è stato, il progetto lo abbiamo scritto, discusso e ce ne siamo affezionati. Ma a due giorni dalla presentazione per la ricerca di sponsor Giorgio se ne è andato. Il titolo che aveva scelto, La via di mille e una cometa, era quello di un quadro di Pinot «perché è il luogo dove mi immagino ci siano mio padre e mia madre». Spero che li abbia raggiunti da quelle parti. Uno schermo, gli amici del Quartetto d’Archi e di Torino il mio contrabbasso faranno da sfondo visivo e sonoro alla voce di Gigio Alberti, per raccontare le scoperte sull’uomo ligure preistorico, la pittura industriale, la psicogeometria e lo zen, la storia di Ipotenusa e dei cateti che la rapirono, la Gibigianna, il teorema di Pitagora e i vichinghi, fino all’Anticamera della morte. E poi, naturalmente, Pinot nella sua Langa. La pittura entra in teatro e dalla pittura scaturiscono musica e cinema, grazie alle elaborazioni video di Pier Paolo Ferlaino, ma anche sapori e odori…

Ezio Bosso

Dal foglio di sala dal concerto Via di mille e una cometa
Piccolo Regio Puccini, Torino, 16 novembre 2004

Quartetto d’archi di Torino

Con più di trent’anni di attività alle spalle, il Quartetto d’Archi di Torino è presente nelle più importanti stagioni concertistiche internazionali. Vincitore di numerosi premi e riconoscimenti, è nel 2002 che raggiunge la notorietà con l’incisione della colonna sonora del film Io non ho paura (Gabriele Salvatores, 2003), composta da Ezio Bosso nel 2002. La collaborazione con il Maestro Bosso prosegue con altre due incisioni, The Way of 1000 and 1 Comet (2004) e The Lodger (2005).

QUANDO

venerdì 9 settembre 2022
ore 21.00

sabato 10 settembre 2022
ore 18.00

DOVE

Teatro Sociale di Gualtieri
clicca qui per la posizione

PROGRAMMA

Ezio Bosso
Quartetto n. 3
L’ultimo nero. Elegia, lento e dolce
Il cielo visto dalla luna. Moderato cantabile
Via di mille e una cometa. Fuga: presto-grave-prestissimo
La Gibigianna. Allegro vivace
Gagarin dans le ciel des vikings. Grave doloroso

Quintetto n. 2
Le notti. Minuetto melanconico
Sono nato bambino, mi sono trovato bene e lo sono rimasto. Allegro con fuoco

LA FORMAZIONE

violino Edoardo De Angelis
violino
Umberto Fantini
viola
Andrea Repetto
violoncello
Manuel Zigante

VIDEOANIMAZIONI

Ogni brano di Via di mille e una cometa è ispirato a uno o più opere di Pinot Gallizio. Di seguito l’elenco delle opere in ordine di apparizione per ciascun dei sette brani del progetto.

1. Neri – Senza titolo (1964)
2. La grande sera
(1954), La soubrette (1956), La materia è una cosa seria (1957)
3. La via di mille e una cometa
(1958)
4. La Gibigianna
(1960)
5. Gagarin (1961), Le ciel des vikings
(1961)
6. La notte etrusca
(1962), La notte cieca (1962)
7. Sono nato bambino, mi sono trovato bene e lo sono rimasto
(1963)

elaborazione video Pierpaolo Ferlaino

Si ringrazia Studio Arkì per la concessione delle videoanimazioni originali.

BIGLIETTI

settore unico
intero > 25 euro
ridotto under 30 > 18 euro
ridotto under 14 > 10 euro

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