Amat Sax Quartet
Salone dei Giganti di Palazzo Bentivoglio
Il concerto dell’Amat Sax Quartet rappresenta il secondo tempo di un viaggio cominciato con i concerti in navigazione sul fiume Po di avvicinamento al festival. Un secondo tempo nel quale incontrare un programma musicale che viene attraversato da un sottile filo rosso legato a come la musica colta incontra le forme o le sonorità della musica popolare.
Il programma si apre con le Danze polovesiane di Borodin, costruite a partire da un’ispirazione folklorica di matrice orientaleggiante. Se Borodin ricrea a tavolino l’immaginario musicale dei popoli nomadi delle steppe dell’Asia centrale, con le Danze popolari rumene di Bartók – secondo grado del concerto – il rapporto con il folklore si fa più diretto, i materiali che confluiscono nelle celebri danze di Bartók sono ricavati da un lavoro sul campo che precorre l’etnomusicologia. Con Four Saxes, rielaborazione per quattro saxofoni di An American in Paris di Gershwin, il programma del concerto ci proietta dall’altra parte dell’oceano: dall’est Europa ci troviamo ad un tratto a New York. Qui l’incontro con la musica popolare – con il jazz, il blues e le forme del musical – avviene direttamente nelle strade della metropoli americana. Gershwin, immerso nella musica urbana della New York del suo tempo, prende le forme della musica popolare e le porta dentro forme sinfoniche e concertistiche.
La dimensione newyorkese rappresenta l’occasione per aprire il concerto alla musica di Quo Vadis, Baby? di Ezio Bosso, registrata proprio a New York nello studio di Philip Glass. Se dal punto di vista delle forme musicali il quartetto per saxofoni scritto da Bosso non accoglie esplicitamente forme popolari, dal punto di vista della scelta dell’ensemble e delle sonorità che vengono ricercate per la costruzione della colonna sonora del film di Salvatores, certamente Ezio Bosso sperimenta forme che sconfinano rispetto al mondo della musica colta.
Con Spain di Chick Corea e Libertango di Piazzola il concerto apre ulteriormente i propri orizzonti celebrando il contatto della musica classica con forme popolari di matrice iberica e sud americana: incontriamo così il tango e il jazz portati ad evolversi verso armonie complesse, dissonanze, tempi irregolari e fugati.
Note su Quo vadis, baby?
Nel 2004, dopo il successo del film Io non ho paura, Ezio Bosso viene invitato da Gabriele Salvatores a lavorare alla colonna sonora del film Quo vadis, Baby?, tratto dall’omonimo romanzo di Grazia Verasani uscito per Mondadori proprio quell’anno.
Ezio Bosso per questo nuovo lavoro decide di comporre una suite per quartetto di sassofoni. La scelta con ogni probabilità è ispirata da un lato dal carattere noir del film: le atmosfere sospese del giallo e le ambientazioni metropolitane della narrazione possono trovare risonanza attraverso la resa timbrica di questa formazione. Dall’altro lato, nella scelta di scrivere per un quartetto di sassofoni, potrebbe esserci un’ispirazione di matrice minimalista che deriva da Philip Glass, uno dei compositori di riferimento per Ezio Bosso: Glass nel 1995 aveva scritto il suo Concerto for Saxophone Quartet.
La connessione con Philip Glass si fa effettiva nel gennaio nel 2005, quando Ezio Bosso e Annamaria Gallizio partono per New York per registrare la colonna sonora proprio negli studi di registrazione di Glass, i Looking Glass Studios. A eseguire i brani della colonna sonora, sotto la direzione del Maestro Bosso, saranno i quattro sassofonisti dell’Andrew Sterman Quartet: Andrew Sterman, storico collaboratore di Glass, Lawrence Feldman, Walter Weiskopf e Ken Hitchcock. A loro si aggiungono Nico Muhly al pianoforte e Ross Traut alle chitarre, mentre lo stesso Ezio Bosso suona contrabbasso e tastiere in alcuni brani. Questa è una delle rare occasioni in cui Ezio Bosso introduce nell’organico anche strumenti legati al mondo della musica rock e blues, che tuttavia vengono utilizzati in maniera inusuale.
Nella colonna sonora del film entrerà solo una parte dei brani scritti dal Maestro Bosso per questo progetto tanto che nel disco che uscirà assieme al film saranno presenti una serie di bonus track sotto la dicitura New York Suite.
Ezio Bosso racconta Quo vadis, Baby?
Ho racchiuso le musiche del film in una suite dal titolo Pictures on the Rocks perché l’ispirazione durante la lavorazione del film e l’emozione che mi davano le varie scene mi rimandava a delle fotografie incise sulle pietre. Questo un po’ per il peso del passato che la protagonista porta con sé e da un altro lato per il desiderio di fermare la suggestione che ricevevo dalle scene anche quando lavoravo senza l’audio (cosa che noi musicisti a volte dobbiamo fare). Come regalo al pubblico abbiamo deciso di integrare anche questa suite per sassofoni che è presente in parte nel film e in parte erano proposte alternative alle scene. Anche in questo caso abbiamo lavorato su un organico preciso partendo dalla metropolitanità del film e anche dal titolo… Quindi strumenti come i sassofoni, che ho cercato di usare in modo inusuale, facendoli lavorare sui pianissimi, quasi senza suono, sulla percussività del pianoforte e con un uso rarefatto e quasi barocco della chitarra elettrica. Tutta la musica ha un doppio (doppio piano, doppio contrabbasso, doppia coppia di sax … doppie chitarre) perché tutti i personaggi sono doppi in qualche modo. Solo Giorgia e Bruni sono unici e sinceri e difatti appartengono all’unico brano per pianoforte solo…
Ezio Bosso
dal libretto del disco Quo vadis, Baby?
sabato
12/09/2026
17.00
Programma del concerto
Alexander Borodin
Danze polovesiane
arr. Vincenzo Farinella
Béla Bartók
Danze popolari rumene
George Gershwin
Four Saxes in Paris
arr. Gaetano Di Bacco
Ezio Bosso
Quo Vadis, Baby? Suite
The sister
The actress
The betrahier
Chick Corea
Spain
Astor Piazzolla
Libertango
Interpreti
Amat Sax Quartet
sax soprano Aldo Figheri
sax contralto Tommaso Michelotti
sax tenore Annamaria Savitteri
sax baritono Michele Scialpi
Amat Sax Quartet
L’Amat Sax Quartet nasce nel 2021 dall’incontro di Aldo Figheri, Annamaria Savitteri, Michele Scialpi e Tommaso Michelotti, formatisi al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano con Mario Marzi, Marco Bontempo ed Emanuela Piemonti. L’ensemble unisce una solida preparazione accademica a una costante ricerca sonora e interpretativa, distinguendosi per coesione, virtuosismo e sensibilità musicale. Il repertorio del quartetto spazia dalla tradizione classica alla musica contemporanea, ambito nel quale il quartetto collabora con compositori come Alessandro Solbiati, Filippo Lepre, Gaia Aloisi, Alessandro Ratoci e Justyna Tobera, contribuendo alla nascita di nuove opere. Ha partecipato a festival e rassegne in Italia e all’estero, tra cui il Congresso Europeo del Saxofono di Trento e il Theater am Saumarkt in Austria. Ha ottenuto il primo premio assoluto al concorso My Favourite Sax e il primo premio al Concorso Internazionale Giulio Rospigliosi.
Prezzi
Settore unico
intero > 15 euro
ridotto under 30 > 11 euro
ridotto under 14 > 6 euro
Location
Gualtieri
Salone dei Giganti di Palazzo Bentivoglio
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Ulteriori informazioni
Visita la pagina della Biglietteria per ogni ulteriore informazione.
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