Quartetto Noûs
Teatro Sociale di Gualtieri
Il Quartetto Noûs è una delle formazioni cameristiche italiane più riconosciute del panorama nazionale e internazionale. Con il programma di questo concerto il quartetto propone un affondo nel repertorio per quartetto che spazia dalla tradizione al contemporaneo.
La forma quartetto, codificata a partire da Haydn e successivamente perfezionata da Mozart, raggiunge con Beethoven le sue espressioni più alte. Nella storia della musica è certamente una delle forme cameristiche in cui tradizionalmente l’autore dichiara la propria poetica musicale nella sua forma più pura. È una forma infatti che consente al compositore di confrontarsi con gli elementi fondativi della propria scrittura musicale: quegli elementi che vengono poi sviluppati attraverso forme più complesse, come le forme sinfoniche. La dimensione intimista della scrittura per quartetto rappresenta il filo conduttore di questo programma che attraversa epoche e stili talvolta anche molto differenti.
Il Quartetto n. 16 in Fa maggiore op. 135 è l’ultimo quartetto scritto da Beethoven e una delle sue ultime opere in assoluto. È il più breve dei suoi ultimi quartetti beethoveniani e, almeno in apparenza, il più semplice. Dietro questa concisione si trova una musica estremamente raffinata, nella quale leggerezza, ironia, inquietudine e introspezione convivono continuamente.
Due destini di Colasanti si distingue per il suo intreccio complesso di linee melodiche e strati armonici, che compongono un tappeto sonoro denso e articolato, capace di sfidare i musicisti a mantenere chiarezza e precisione nel mezzo della complessità. Colasanti utilizza con maestria diverse tecniche estese e contrasti dinamici, esplorando un ampio spettro emotivo che spazia dalla fragile introspezione a esplosioni drammatiche cariche di energia. Il titolo, Due destini, sintetizza il tema portante dell’opera: un dialogo tra forze o narrazioni contrapposte, simbolo forse del destino, del conflitto o della dualità.
Con l’Allegretto del Quartetto n. 3 di Ezio Bosso, Il cielo visto dalla luna, siamo di fronte a pagine musicali in cui le ascendenze minimaliste alle quali Bosso si rifà nei primi anni della sua opera, incontrano la cantabilità e la dinamica tipiche della sua scrittura successiva. Il materiale musicale è relativamente semplice e viene trasformato non attraverso grandi contrasti, ma mediante ripetizioni, piccoli spostamenti, sovrapposizioni e variazioni quasi impercettibili. Ne risulta una composizione molto distante da un minimalismo freddo o puramente geometrico, in cui emozione e tensione emergono con forza.
Chiude il programma il Quartetto n. 10 di Dmitrij Šostakovič, contraddistinto da una scrittura estremamente concentrata, essenziale e ricca di contrasti nella quale si alternano momenti di lirismo e introspezione a episodi di forte tensione ritmica e drammatica. Nel Quartetto n. 10 emerge la capacità di Šostakovič di sviluppare un discorso complesso a partire da pochi elementi, che ritornano e si trasformano nel corso dell’opera, creando una forte coesione interna e un senso di inquietudine che permane anche nei momenti apparentemente più distesi.
venerdì
11/09/2026
21.00
Programma del concerto
Ludwig van Beethoven
Quartetto n. 16 in Fa maggiore op. 135
Silvia Colasanti
Due destini
Ezio Bosso
Allegretto. Il cielo visto dalla Luna
Dmítrij Šostakóvič
Quartetto n. 10 in la bemolle maggiore op. 118
Interpreti
Quartetto Noûs
violino Enrico Filippo Maligno
violino Alberto Franchin
viola Sara Dambruoso
violoncello Matteo Bassan
Quartetto Noûs
Fondato nel 2011, è una delle formazioni cameristiche italiane più apprezzate della sua generazione, riconosciuta per coesione, energia interpretativa e attenzione alla musica contemporanea. Il nome richiama il noûs della filosofia greca, inteso come intuizione, intelletto e ispirazione. Il quartetto si è formato nelle principali accademie europee, studiando con musicisti legati a ensemble come Quartetto di Cremona, Hagen, Alban Berg e Artemis.
Nel 2015 ha ricevuto il Premio Piero Farulli nell’ambito del Premio Abbiati e il Premio Arthur Rubinstein – Una Vita nella Musica del Teatro La Fenice. Il quartetto, oltre ad essere regolarmente ospite delle più rinomate stagioni concertistiche italiane, si è esibito in prestigiose sedi internazionali in Germania, Svizzera, Francia, Inghilterra, Spagna, Belgio, Canada, Stati Uniti, Cina, Corea, India, Colombia, e i suoi concerti sono stati trasmessi da emittenti radiofoniche come Radio 3, RSI, Radio Clásica e Venice Classic Radio.
Numerosi gli incontri artistici con musicisti di fama mondiale tra cui Tommaso Lonquich, Andrea Lucchesini, Alain Meunier, Sonig Tchakerian, Boris Petrushansky, Rafael Aguirre, Bruno Canino, Alessandro Taverna, Enrico Bronzi, Roberto Plano.
Alla musica classica affianca un costante interesse per il repertorio contemporaneo e per progetti multidisciplinari. Ha inciso per Warner Classics opere di Puccini, Boccherini, Verdi e Respighi e per Brilliant Classics l’integrale dei quartetti di Silvia Colasanti. Nel 2025 ha inoltre completato la prima incisione italiana dell’integrale dei quartetti di Šostakovič.
Prezzi
Settore unico
intero > 15 euro
ridotto under 30 > 11 euro
ridotto under 14 > 6 euro
Location
Gualtieri
Teatro Sociale
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Ulteriori informazioni
Visita la pagina della Biglietteria per ogni ulteriore informazione.
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